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BIANCA PRIMAVERA
(biglietto anonimo
trovato in chiesa)
Per regola delle stagioni oggi entra la primavera,
ma
siccome siamo sempre scontenti di tutto
oggi fa tempo brutto.
E
si è visto anche qualche fiocco di neve.
Ti
prego Gesù fa che il mondo si riempia di solo bene:
la
neve al tempo giusto è benedizione.
Ma
siamo tutti diventati non vedenti
Allora il tempo si ribella,
ma
la neve rimane sempre bella! |
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Da l'archivio di Studio Photo tre poesie di un
Serrano che vuole rimanere ANONIMO. Nella prima c'è tutta la sua Serra, nave di
pietra, nelle altre due ricorda il lavoro del padre, uno dei
cavatori serrani, e la sua infanzia.


Serra
Vascello di pietre
antiche
arenato
fantasmi di silenzi
sospirano nei vicoli
e rapidi passaggi
perdono verso il buio
non più risonanti d'eco di bimbi
ne' dal battere dell'incudine
o dal canto che rinnovava
il tuo legno marcito.
Fedele rimane
l'incantesimo della tua giovinezza
lucertole distese al sole d'agosto
cedono il passo al rovo
che imprigiona i tuoi sassi.
E tu inerme
attendi arroccata
la fine dei nostri giorni |
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Un trillo di una sveglia
un giorno dopo l'altro
un profumo
di caffè d'orzo e latte mescolato
scarponi chiodati
si allontanano nella via.
Urta la bisaccia
la borraccia d'acqua tinta col vino.
Ora il sole piomba
non c'è ombra
schiene ricurve
macchia
la pietra bianca di cava.
La sera inonda
un passo ritorna
l'acre sudore mi riscalda il cuore. |
Quanno l'estate
'e scole se chiudìa
co' a tegamella piena de magnà
a strada de Piedaspri se piava
pe gi su a roscia : c'era a
cava.
Je se portava 'na magnata carda
ai padri nostri che fadigava,
poi quatti quatti
giù u fiume se sgaiattolava.
C'era quissi più grussi
che sapìa notà
in tu catì mostrava l'abilità.
Spesso je ce sgappava 'na panzata
e a trippa roscia com'u fogu diventava.
po' 'n'adunata de pesci se chiappava,
'na strippata, 'n'insalata e se cucìa.
A sera a Serra se turnava
in allegria.....
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